sábado, 15 de dezembro de 2007

O manual DSM criticado por seus vínculos com empresas farmacêuticas (Spanish)

Recientemente, noticias importantes en diarios como The New York Times, USA Today y The Wall Street Journal publicaron artículos denunciando el hecho que los psiquiatras que deciden qué “enfermedades mentales” son incluidas en el Manual Diagnóstico y Estadístico de los Trastornos Mentales (DSM por sus siglas en inglés), publicado por la Asociación Psiquiátrica Americana (APA), tienen nexos con las compañías que manufacturan psicofármacos para “tratar” estos trastornos.
Condiciones que se “votan en existencia”
El DSM ha crecido de tan sólo 119 conductas en 1968 a 886 en su última edición e incluye categorías tan amplias que cualquiera puede ser diagnosticado de “mentalmente enfermo.”
A diferencia de otras enfermedades medicas, no hay prueba objetiva de ningún químico o causa biológica de ningún trastorno del DSM. No obstante, miles de millones de dólares en drogas psiquiátricas son recetados para “tratar” estas condiciones cada año —condiciones que comprenden síntomas que los siquiatras, literalmente, votan para incluirlos en el DSM.
El nexo DSM-compañía farmacéutica
Puede parecer difícil de creer cómo es que tanto psicotrópico (droga que altera la mente) puede recetarse para tratar condiciones que no existen físicamente —hasta que uno se percata que la misma gente que define los “trastornos” tiene nexos financieros con las compañías farmacéuticas.
Un estudio publicado este abril de 2006 en Psychotherapy and Psychosomatics reveló la relación incestuosa entre la industria farmacéutica y el DSM. Lisa Cosgrove, sicóloga de la Universidad de Massachussets, y Sheldon Krimsky, profesor en la Universidad Tufts, realizaron un estudio titulado “Nexos Financieros entre los Miembros del Panel del DSM-IV y la Industria Farmacéutica.”
El estudio reveló que más de la mitad de los 170 miembros del panel responsables del DSM tenían nexos financieros ocultos con la industria. Más alarmante aún es que el 100 por ciento de los “expertos” de los panales sobre el rubro de trastornos de la personalidad del DSM estaban involucrados con la industria de drogas lícitas.
Los “trastornos de la personalidad”, que incluyen la “depresión”, el trastorno “bipolar” y al “esquizofrenia” son tratados con la más grande venta de drogas del mundo: en 2004 las ventas ascendieron a $20.3 mil millones de dólares para antidepresivos y $14.4 mil millones para los llamados neurolépticos.
El estudio también mostró que en 2003 la industria le dio $7.5 millones a la revista de la APA en publicidad, incrementando esa cantidad el 22% en un año hasta $9.1 millones.
La doctora Cosgrove dijo que el público “está inconsciente de qué tan flagrante es el nexo financiero en el campo de la siquiatría” hacia la industria.

Dr. Lisa Cosgrove,University of Massachusetts, Boston

domingo, 28 de outubro de 2007

Consensus Internazionale: ADHD e abuso nella prescrizione di psicofarmaci ai minori, versione italiana, giùlemanidaibambini (Italian)

Premessa
"Giù le mani dai bambini" ® è la più visibile campagna per la difesa del diritto alla salute dei bambini mai organizzata in Italia, ed in effetti è quella attualmente in fase di più rapida espansione se paragonata ad analoghe iniziative in Europa. La campagna ha come scopo la completa e corretta informazione della popolazione (insegnanti, genitori, gli stessi adolescenti, ecc.) sul tema degli abusi nella somministrazione di psicofarmaci a bambini ed adolescenti, che con oltre 11 milioni di bambini cronicamente dipendenti da anfetamine nei soli Stati Uniti, è ormai una vera e propria emergenza sanitaria, importata anche in Italia (per maggiori informazioni, leggi quanto riportato sul nostro sito www.giulemanidaibambini.org .
L'iniziativa, promossa dalla rete dei volontari ospedalieri, che ha riunito in un Comitato Associazioni ed Enti rappresentativi di oltre 6 milioni di Italiani, è patrocinata da RAI – Radio Televisione Italiana. Hanno aderito alla campagna volti famosi del mondo dello spettacolo e della scienza, da Ray Charles (recentemente mancato) a Beppe Grillo, e molti altri, come risulta nella sezione Testimonial del sito. La Campagna si è dotata di un qualificato Comitato Scientifico ed ha avviato un'articolata serie di interventi divulgativi sul territorio.
L'iniziativa è non a scopo di lucro, apartitica, non confessionale. Il portale informativo su internet, gestito dai nostri volontari, è attualmente il più ricco ed articolato disponibile in Italia su questi temi. La sindrome denominata “Disturbo di Attenzione e/o Iperattivà” (ADHD) è stata oggetto di una quantità impressionante di indagini sperimentali e di studi scientifici. La soluzione di elezione per il trattamento di questo disordine è tutt'ora quella farmacologica (stimolanti a base anfetaminica, ma non solo), ed in misura molto meno significativa la pedagogia clinica, la psicoterapia e gli interventi sociali autonomi.
Le risorse finanziarie sono state concentrate prevalentemente sulla ricerca – in larga parte non indipendente, in quanto finanziata con fondi dei produttori stessi - mirata ad individuare le presunte cause biologiche del disagio nonché gli effetti degli interventi farmacologici, penalizzando la ricerca sulle cause psicologiche, ambientali e sociali, nonché gli interventi pedagogici, psicoterapeutici e sociali autonomi.
I metodi sperimentali utilizzati ed i risultati ottenuti sono stati oggetto di accalorati dibattiti ed accese controversie da parte degli addetti ai lavori, e negli ultimi anni anche dei media e del grande pubblico, ed hanno generato problemi tutt'ora irrisolti. L'attenzione – e l'assenza di problemi di carattere emozionale – sono i pre-requisiti generali per ogni tipo di apprendimento, e l'individuazione di una patologia dell'attenzione e del movimento che inibisce l'apprendimento rappresenta per contro una codifica che genera conseguenze drammatiche sul piano personale, familiare, scolastico e sociale.
I firmatari del presente documento, esperti di fama in ambito clinico e sperimentale, desiderano, con onestà intellettuale e competenza professionale, fare il punto della situazione alla luce anche delle più recenti e/o meno conosciute risultanze sperimentali scientificamente accreditate, nonché dei dibattiti accademici trascorsi ed in atto, allo scopo di fare chiarezza su un tema di primo piano nel panorama del diritto alla salute dei minori, che riguarda la comunità scientifica e la società civile tutta, stimolando con l'occasione una metodologia di approccio eticamente più corretta nei confronti di un problema che da mezzo secolo è vittima di metodologie di approccio sovente infruttuose.
L'ADHD come malattia
È consuetudine consolidata definire l'ADHD – in termini di causalità primaria – come una “malattia geneticamente determinata”, relegando le cause psicosociali a “concause minori” se non a semplici “cartine di tornasole” in grado di far emergere quanto già determinato a livello genetico, influenzandone ne più ne meno i tempi e modi della comparsa della sintomatologia. In proposito va ribadito che non è stata ancora dimostrata sperimentalmente la causalità diretta di alcun gene o pool di geni, e che nessun marcatore biologico (fenotipo) è stato individuato con certezza.
Il corpo di ricerche sui gemelli omozigoti e dizigoti e sui fratelli è fortemente viziato dalla non dimostrata presunzione che l'ambiente in cui i bambini sono cresciuti sia sempre uguale. E' virtualmente impossibile che questo accada. In aggiunta i risultati di tali ricerche sono viziati dal fatto che i geni dirigono la sintesi delle proteine, che a loro volta sono influenzate da fattori ambientali quali lo stress, i traumi, la carenza di sensibilità parentale.
La presenza negli alberi genealogici di questo genere di disturbo non rappresenta una prova di per se scientificamente accettabile della valenza genetica dell'ADHD, in quanto non sono state tenute sotto debito controllo le variabili “apprendimento per imitazione” e “apprendimento per condizionamento”, i cui potenti effetti nel plasmare i comportamenti, da quasi un secolo, sono stati sperimentalmente dimostrati dalla dottrina del Comportamentismo, oltre ogni legittimo dubbio.
In merito alla più recente ed accreditata ricerca della scuola della psichiatria organicista «F. Xavier Castellanos e altri, Developmental Trajectories of Brain Volume Abnormalities in Children and Adolescents With Attention- Deficit/Hyperactivity Disorder , Journal of the American Medical Association (JAMA 2002;288:1740-1748)», rimarchiamo che Castellanos, in una intervista rilasciata a FRONTLINE il 10 ottobre 2002, dopo la pubblicazione di questa ricerca, alla domanda dell'intervistatore
«Quanto siamo prossimi ad individuare un marcatore biologico per l'ADHD?”» risponde
«Non lo so, non penso che lo sapremo fintanto che non lo troveremo...ci piacerebbe trovare un marcatore biologico, ci piacerebbe trovare qualche riscontro oggettivo, qualcosa che ci dia la conferma di quanto abbiamo capito su come funziona l'ADHD. Il problema è che cerchiamo nel buio, e non sappiamo dove ci condurrà la ricerca. La mia personale opinione è che brancoleremo per i prossimi 3 o 5 anni…»
La tesi della malattia resta pertanto una mera ipotesi, e l'utilizzo di termini quali «malattia» e «malattia mentale» sono quindi a tutt'oggi illegittimi sul piano scientifico. L'ADHD è, nella migliore delle ipotesi, un semplice elenco di comportamenti disfunzionali, troppo poco per identificare una malattia. L'insufficiente definizione di questi comportamenti-sintomo dal punto di vista operazionale, rende persino impossibile configurare nettamente l'ADHD come una psicopatologia. Sulla base delle risultanze scientifiche attualmente disponibili, la diagnosi di ADHD rischia di essere sostenuta da motivazioni di carattere principalmente economico e non indirizzata al reale beneficio del bambino/paziente.
La diagnostica dell'ADHD
Coerentemente con quanto esposto in merito al concetto di malattia, la diagnostica utilizzata è vistosamente carente. Il manuale diagnostico dell'APA rimarca nel DSM-IV che:
« ... non vi sono test di laboratorio confermati come diagnostici» per «il Disturbo del Deficit d'Attenzione/Iperattività . »
Nel documento «2000 American Academy of Pediatrics Annual Meeting Attention Deficit Hyperactivity Disorder: Current Diagnosis and Treatment, Mark L. Wolraich, MD», viene ribadito:
«Comunque la diagnosi dell'ADHD resta legata a criteri diagnostici limitati. La diagnosi dipende dall'osservazione del comportamento dei bambini da parte di diverse fonti, in particolare genitori ed insegnanti, spesso discordanti tra loro, senza un metodo chiaro per risolvere queste discrepanze. Una delle fonti di discrepanza è il fatto che i comportamenti sono influenzati dall'ambiente. La classe scolastica quindi potrebbe dare adito a comportamenti diversi da quanto osservato a casa, inoltre i rapporti delle osservazioni sono spesso soggettivi a causa dell'assenza di specifiche competenze per l'osservazione dei comportamenti stessi, gli osservatori dovrebbero usare il loro proprio metodo personale di giudizio. Inoltre i criteri sono gli stessi indipendentemente da età e stato di sviluppo, mentre in realtà il comportamento dei bambini varia anche in base al loro stato di crescita” . »
Se si analizzano con attenzione i commenti ai test sperimentali che gli specialisti utilizzano per determinare le soglie di attenzione ed iperattività, emergono dati che ci inducono a riconsiderare le nostre convinzioni. Emerge che i bambini sono in grado di prestare attenzione ai compiti loro graditi, mentre non lo sono per quelli rilevanti per l'apprendimento, se nella loro percezione sono «meno graditi». Si parla pertanto di “carenza di attenzione in un contesto di scarsa motivazione” o di «ansia da apprendimento», nonché di «comportamenti iperattivi» in un contesto famigliare in cui emergono gravi psicopatologie.
Pare almeno discutibile che tutto questo possa tout-court essere trasformato in una malattia di carattere biologico, mentre appare evidente come siano implicate dinamiche personali e sociali di varia natura che sono state a tutt'oggi in larga parte trascurate dall'indagine scientifica. A fronte di disturbi dell'attenzione e di iperattività, sarebbe necessario effettuare un serio screening medico standardizzato ed un'approfondita analisi delle relazioni sociali dei piccoli pazienti, del loro reale grado di apprendimento scolastico e dei molti altri fattori che possono essere alla causa dei comportamenti anormali del bambino. Si deve pertanto concludere che la diagnostica non ha ancora una legittimazione scientifica tale da permettere una diagnosi certa al di là di ogni ragionevole dubbio.
La terapia farmacologica e i suoi effetti
La cura è un procedimento terapeutico che, rimuovendo le cause che hanno generato la patologia, porta alla guarigione. Il sollievo e la remissione dei sintomi, per quanto siano eventi importanti, non qualificano un intervento terapeutico come cura. Sia la cura che il trattamento sintomatico devono comunque garantire il rispetto della dignità umana e l'integrità psicofisica, condizione che la maggior parte degli psicofarmaci attualmente in commercio non sono in grado di rispettare. Non ci sono dubbi che tali prodotti farmaceutici hanno effetti collaterali anche gravi, inclusa la morte del paziente.
I loro effetti si manifestano con la soppressione dei sintomi in presenza di assunzione regolare del farmaco, in quanto l'interruzione del trattamento farmacologico fa riemergere la situazione antecedente al periodo di regolare assunzione. Questo è il motivo per cui si rende necessaria la somministrazione a lungo termine, anche quando essa è sconsigliata dagli stessi specialisti ed a volte dalle stesse industrie produttrici.
In un documento datato Dicembre 1999 «Long-Term Effects of Stimulant Medications on the Brain» il NIMH (National Institute of Mental Health) dichiara che
«Gli stimolanti sopprimono i sintomi dell'ADHD ma non curano il disordine, e come risultato i bambini etichettati ADHD sono spesso trattati con stimolanti per molti anni…»
La terapia con questi prodotti farmaceutici di per se non migliora il rendimento scolastico dei bambini, in quanto i procedimenti legati all'apprendimento sono qualcosa di molto più complesso del semplice “prestare attenzione”. Afferma il Professore Cesare Cornoldi, ordinario di psicologia all'Università di Padova, in merito alla prescrizione di Metilfenidato (Ritalin):
« E' bene allora ricordare che si possono registrare effetti positivi nel controllo dell'impulsività, dell'iperattività e dell'attenzione, per la durata della somministrazione del farmaco; i disturbi invece dell'apprendimento, della condotta e la difficoltà di interazione sociale richiedono interventi di natura diversa. Generalmente comunque la terapia farmacologica è cronica, perché se viene sospesa la somministrazione del farmaco – in assenza di interventi di tipo psicologico e pedagogico-didattico - il bambino in breve tempo tende a ripresentare la stessa sintomatologia. » (Cesare Cornoldi, Iperattività e autoregolazione cognitiva, Erickson, 2001, pag. 188.)
Nel 1993 il Dipartimento dell'Educazione degli USA incaricò James M. Swanson, direttore del centro studi sull'ADHD all'Università della California, Irvine (UCI), noto sostenitore della tesi biologica dell'ADHD e favorevole all'uso degli psicofarmaci sui minori, di condurre una ricerca che facesse il punto della situazione in merito all'efficacia del Ritalin. Furono consultate 300 riviste (9000 articoli), spaziando su 55 anni di letteratura.
Questi i risultati, oltremodo deludenti:
1. i benefici a lungo termine non sono stati verificati sperimentalmente;
2. i benefici sul breve termine degli stimolanti non devono essere considerati una soluzione permanente sui sintomi cronici dell'ADHD;
3. gli stimolanti possono migliorare l'apprendimento in alcuni casi ma danneggiarlo in altri;
4. nella prassi le dosi prescritte possono essere troppo alte per l'effetto ottimale sull'apprendimento, e la durata dell'effetto troppo breve per agire sul risultato scolastico;
5. non ci sono grandi effetti sulle abilità e processi mentali superiori, genitori e insegnanti non devono aspettarsi significativi miglioramenti nello studio o in abilità atletiche, abilità sociali, apprendimento di nuovi concetti;
6. nessun miglioramento negli aggiustamenti a lungo termine, insegnanti e genitori non devono aspettarsi miglioramenti sotto questo profilo.
(Tratto da “ Talking Back To Ritalin ”, 2001, Peter R. Breggin)
Si può pertanto concludere che gli psicofarmaci non migliorano l'apprendimento scolastico, che non curano la presunta patologia ADHD, piuttosto agiscono sui sintomi permettendo una migliore accettazione sociale dei bambini da parte degli adulti. Poca attenzione è stata dedicata a studiare le ripercussioni psicopatologiche che i trattamenti farmacologici hanno sui bambini, ed anche nuove molecole commercializzate come “novità”, apparentemente prive degli effetti collaterali lamentati per gli stimolanti, sono in realtà banali “rivisitazioni” di psicofarmaci tristemente conosciuti in passato per i potenziali effetti collaterali dannosi nel medio-lungo periodo. I casi meritevoli di attenzione sotto il profilo clinico – sono una esigua minoranza – dovrebbero essere prioritariamente trattati con strumenti di carattere pedagogico (pedagogia tradizionale e clinica), strumenti per i quali è in corso anche in Italia una vera e propria codificazione sotto forma di protocolli standard di intervento specificatamente mirati.
Reinterpretare i dati
Negli ultimi anni sono comparse, sempre più numerose, ricerche che individuano correlazioni di varia natura con l'ADHD. Si tratta di patologie fisiche, reazioni a terapie mediche, condizioni ambientali di vario tipo e di gravidanza sfavorevoli, psicopatologie, in grado di mimare la sintomatologia dell'ADHD raggiungendo i medesimi criteri diagnostici. La nosografia ADHD ha di fatto l'effetto di depistare i medici che omettono di indagare queste cause, con un danno potenzialmente rilevante per la salute del minore.
Non possiamo dimenticare che studiare e stare fermi ed attenti a scuola sono condizioni che richiedono a tutti i bambini un sacrificio che viene diversamente assolto in armonia con la curva di Gauss, e che le variabili che possono spiegare tali variazioni sono talmente numerose che per ora non siamo in grado di valutarle ed esprimere giudizi clinici.
Tutte queste correlazioni che sono emerse possono essere reinterpretate come cause? Possiamo ipotizzare che la sintomatologia ADHD sia in realtà una costellazione aspecifica di sintomi, indicatori di un disagio della persona che rimandano alle più svariate cause?
Possiamo abolire la nosografia ADHD con il suo fardello ideologico così come anni fa si fece con l'omosessualità (originariamente, come a tutti noto, classificata come malattia mentale al pari dell' ADHD)?
Questa è la vera sfida che abbiamo di fronte, una ipotesi che merita tutta l'attenzione scientifica di cui siamo capaci, un diverso modo di fare sperimentazione, ed un approccio eticamente diverso all'utilizzo degli psicofarmaci su bambini ed adolescenti, che dovrebbe essere ispirato alla massima cautela e come ultima risorsa in casi estremi, al fine di prevenire e contenere i possibili rischi di abuso su larga scala, in più occasioni documentati sia nella letteratura scientifica che da autorevoli fonti di informazione.

(gennaio 2005)

sábado, 6 de outubro de 2007

sexta-feira, 5 de outubro de 2007

Um filme sobre ansiedade:Thumbsucker

Sinopse
Justin Cobb (Lou Taylor Pucci) seria um adolescente comum se não fosse o fato de que nunca conseguiu parar de chupar o dedo. Aos 17 anos, após ter tentado de tudo para se livrar do vício, ele finalmente resolve o problema através da hipnose feita pelo seu dentista, que tem ambições a psicólogo. O verdadeiro problema, porém, está apenas começando. Justin continua compensando suas frustrações pela boca, consumindo todo e qualquer tipo de droga, de maconha a remédios antidepressivos. Filho de pais que nunca saíram da adolescência, ele vai ter de aprender a crescer sozinho, nem que seja à força.

quarta-feira, 26 de setembro de 2007

A epidemia do Tdah ( English )

Bernard S. Alpert, MD, President January 4, 2002
Medical Board of California (MBC)
1426 Howe Ave.
Sacramento, CA 95825-3236

Re: My presentation/letter to the MBC of November 3, 2001

Dear President Alpert, and All Members of the MBC,

At the November 3, 2001, session of the MBC, in San Diego, I reported a crime: the representation, throughout psychiatry and ‘mental health,’ of psychiatric/psychological/emotional/behavioral, conditions/diagnoses to be actual diseases—brain diseases, when none are. Millions of entirely normal, infants, children and adults, in California and across the US, are labeled ‘abnormal’/ ‘diseased’/‘medical patients’ and are ‘treated’ with drugs—often, known substances of addiction. This was a public accusation of documented, widespread, physician fraud in California, and throughout the nation.

It is the responsibility of the Medical Board of California (MBC) to investigate, expose, and refer for criminal prosecution, all such cases. Instead, the MBC has remained silent in the face of these documented accusations.

If I were to invent ‘diseases’ out of thin air and tell normal, disease-free, infants, children and adults that they were abnormal/diseased, for profit only, I would be committing a fraud. Any subsequent medical or surgical treatment would be an assault and battery pursuant to Penal Code sections 242/243.

The only difference here, is that present-day psychiatry/‘mental health’ has made the wholesale invention of ‘diseases,’ it is standard practice. That such has become standard practice does nothing to legitimize or mitigate the fact that it is a total, 100%, fraud. Every patient/parent with a psychological/psychiatric/emotional/behavioral problem who is lead to believe they have an organic disease of the brain has been lied to and denied their right to informed consent/self determination. This being the case the MBC cannot decline to investigate and provide a determination as to whether or not their proclamations and insinuations of ‘disease’ are legitimate or fraudulent!

The lay-public does not fully understand that an objective, physical abnormality, equals pathology, equals disease. They can only trust, and believe what their physicians tell them. Violating that trust, cost-is-no-object, psychopharm propaganda, bombards them with images of ‘chemical imbalances’—psychiatry’s ‘diseases,’ and ‘chemical balancers’—pills, to treat them all. Patients and parents cannot bring themselves to imagine so total, and brazen a deception. Without the contrived illusion of a disease, there would be no six-million-case, ADHD ‘epidem

sábado, 22 de setembro de 2007

Confirmado en Nueva Inglaterra la fraude del desequilibrio químico en el cerebro (Spanish)

Maine y Rhode Island han emitido comunicados sobre la mercadotecnia fraudulenta del "desequilibrio químico cerebral" (o “desbalance químico del cerebro”) y de todo el proceso de los diagnósticos de "tdah".


El “desequilibrio químico” se usa como la justificación y es la base en la que se yergue el negocio multimillonario de medicamentos psicotrópicos (sustancias que alteran la mente y el cerebro, son altamente adictivos y no curan ni resuleven la causa de los problemas del comportamiento humano).

A las seis agencias de salud mental de Nueva Inglaterra, se introdujo la petición oficial denominada Acta de Libertad de Información (FOIA), instrumento oficial del Derecho a la Información, para solicitar documentos científicos que muestren:

(a) la existencia de desequilibrios químicos en el cerebro;
(b) cualquier prueba conocida de tal desequilibrio;
(c) cualquier prueba que muestre qué sería un equilibrio químico correcto.

Si bien las agencias mentales de Vermont, Nueva Hampshire y Connecticut se han rehusado contestar esta petición tan controversial, los otros tres estados de Nueva Inglaterra han admitido no tener tal información o documentos científicos.

Se han afirmado fraudulentamente que los trastornos mentales son enfermedades que se deben a “desequilibrios químicos” y que solamente pueden corregirse con psicofármacos, estos grupos se presentan ante legisladores en diversos paises del mundo solicitando presupuestos millonarios guvernamentales para tratamientos inservibles para enfermedades inexistentes" aseveró Kevin Hall, a finales de junio del 2006. Director del Comisión Ciudadana por los Derechos Humados (CCHR en sus siglas en inglés) de Nueva Inglaterra.

Fuente: Indymedia

sexta-feira, 21 de setembro de 2007

Imagem de "TDAH" contestada (Portuguese)

Essas imagens, supostamente, tinham o objetivo de mostrar como é o cérebro de uma criança com TDAH. Uma fraude.



A imagem da esquerda ilustra áreas de atividade cerebral de uma pessoa sem TDAH e a imagem da direita de uma pessoa com TDAH. Há certa controvérsia sobre o estudo do Dr. Alan Zametkin que produziu estas imagens, pois as crianças que fizeram parte do estudo tinham maioritariamente disfunções severas.
Origem: Wikipédia, a enciclopédia livre

Books

O mito da criança de A.D.D.: 50 maneiras melhorar a extensão do comportamento e de atenção da sua criança sem drogas, etiquetas, ou coerção

quinta-feira, 13 de setembro de 2007

Consenso profissional na área da saúde sobre o "Transtorno de déficit de atenção e hiperatividade" (Spanish)

O texto a seguir foi editado por um grupo de profissionais Argentinos ligados à área de saúde mental e enviado ao Ministério da Saúde da Argentina.
Não informo a relação dos profissionais que assinaram esse documento por ser muito extensa.
O que vale salientar aqui, é a responsabilidade demonstrada pelos profissionais Argentinos ao alertar às autoridades sobre o que vem ocorrendo com suas crianças em relação ao chamado "TDAH",
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Los abajo firmantes, profesionales de reconocida trayectoria en el campo de la psicología, la psiquiatría, la neurología, la pediatría, la psicopedagogía y la psicomotricidad, queremos hacer llegar al Ministerio de Salud, por consenso, la siguiente solicitud:
Asistimos en nuestra época a una multiplicidad de "diagnósticos" psicopatológicos y de terapéuticas que simplifican las determinaciones de los trastornos infantiles y regresan a una concepción reduccionista de las problemáticas psicopatológicas y de su tratamiento. Esta concepción utiliza de modo singularmente inadecuado los notables avances en el terreno de las neurociencias para derivar de allí, ilegítimamente, un biologismo extremo que no da valor alguno a la complejidad de los procesos subjetivos del ser humano. Procediendo de manera sumaria, esquemática y carente de verdadero rigor científico se hacen diagnósticos y hasta se postulan nuevos cuadros a partir de observaciones y de agrupaciones de rasgos arbitrarias, a menudo basadas en nociones antiguas y confusas. Es el caso del llamado síndrome de “Déficit de atención con y sin hiperactividad” (ADD/ADHD).
Este diagnóstico se realiza generalmente en base a cuestionarios administrados a padres y/o maestros y el tratamiento que se suele indicar es: medicación y modificación conductual.
El resultado es que los niños son medicados desde edades muy tempranas, con una medicación que no cura (se les administra de acuerdo a la situación, por ejemplo, para ir a la escuela) y que en muchos casos disimula sintomatología grave la cual hace eclosión a posteriori o encubre deterioros que se profundizan a lo largo de la vida. En otros casos, ejerce una pseudo regulación de la conducta dejando a su vez librado al niño a posteriores impulsiones adolescentes en razón de que no ejerce modificaciones de fondo sobre las motivaciones que podrían regularlas, dado que tanto la medicación como la "modificación conductual" tienden a acallar los síntomas, sin preguntarse qué es lo que los determina ni en qué contexto se dan. Y así, pueden intentar frenar las manifestaciones del niño sin cambiar nada del entorno y sin bucear en el psiquismo del niño, en sus angustias y temores.
Es decir, lo primero que se hace es diagnosticarlo de un modo invalidante, con un "déficit" de por vida, luego se lo medica y se intenta modificar su conducta.
Así, se rotula, reduciendo la complejidad de la vida psíquica infantil a un paradigma simplificador. En lugar de un psiquismo en estructuración, en crecimiento continuo, en el que el conflicto es fundante y en el que todo efecto es complejo, se supone, exclusivamente, un "déficit" neurológico.
Nos hemos encontrado con niños en los que se diagnostica ADD (o ADHD) cuando presentan cuadros psicóticos, otros que están en proceso de duelo o han sufrido cambios sucesivos (adopciones, migraciones, etc.) o es habitual también este diagnóstico en niños que han sido víctimas de episodios de violencia, abuso sexual incluido..
A la vez, los medios de comunicación hablan del tema casi como si se tratara de una suerte de epidemia, divulgando sus características y los modos de detección y tratamiento. Se banaliza así tanto el modo de diagnosticar como el recurso de la medicación. En el límite, cualquier niño, por el mero hecho de ser niño y por tanto inquieto, explorador y movedizo, se vuelve sospechoso de padecer un déficit de atención, aún cuando muchísimos de esos niños exhiben una perfecta capacidad de concentración cuando se trata de algo que les interesa poderosamente.
Sabemos que los problemas de aprendizaje suelen ser motivos de consulta muy frecuentes y que complican la vida del niño en tanto lo muestran como fracasado allí donde se expone a la mirada social. El "no atiende en clase", aparece como una queja reiterada de los adultos, que engloban con esa frase gran parte de las dificultades escolares.
Hay escuelas primarias en las que la mitad de los alumnos están medicados por ADD sin que se formulen preguntas acerca de las dificultades que presentan los adultos de la escuela para contener, transmitir, educar y acerca del tipo de estimulación a la que están sujetos esos niños dentro y fuera de la escuela. Es decir, se supone que el niño es único actor en el proceso de aprender.
Pensamos que los niños que no pueden sostener la atención en relación a los contenidos escolares, que no permanecen sentados en clase o que están abstraídos, como "en otro planeta", expresan a través de estas conductas diferentes conflictivas.
En una época en que los adultos están en crisis, este tipo de tratamiento pasa por alto la incidencia del contexto, a pesar de las investigaciones que demuestran la importancia del ámbito en el que el niño se desenvuelve.
En tanto el ser humano es efecto de una historia y un entorno, imposible de ser pensado en forma aislada, tenemos que pensar también en qué situaciones, en qué momento y con quiénes se da este funcionamiento. La familia, fundamentalmente, pero también la escuela, son instituciones que inciden en esa constitución. Instituciones marcadas a su vez por la sociedad a la que pertenecen.
¿Los niños desatentos e hiperactivos dan cuenta de algo de lo que ocurre en nuestros días? Padres desbordados, padres deprimidos, docentes que quedan superados por las exigencias, un medio en el que la palabra ha ido perdiendo valor y normas que suelen ser confusas... ¿incidirán en la dificultad para atender en clase?
Tampoco se ha tomado en cuenta la gran contradicción que se genera entre los estímulos de tiempos breves y rápidos a los que los niños se van habituando desde temprano con la TV y la computadora, donde los mensajes suelen durar unos pocos segundos, con predominio de lo visual y los tiempos largos de la enseñanza escolar centrada en la lectura y la escritura a los que el niño no está para nada habituado.
Por todo esto es totalmente inadecuado desde el punto de vista de la salud pública unificar en un diagnóstico, sin una investigación clínica pormenorizada, a todos los niños desatentos e inquietos.
Así, en las escuelas hay niños desatentos que se quedan quietos y desconectados, otros que se mueven permanentemente, algunos que juegan en clase, otros que reaccionan inmediatamente a cada estímulo sin darse tiempo a pensar... Un niño que no atiende, que se mueve desordenadamente, generalmente atiende de otro modo y a otras cuestiones diferentes a lo esperable. Y no puede ser englobado en una entidad nosográfica única.
No desconocemos la importancia de los trastornos neurológicos, de los desarrollos actuales en neurología y del recurso de la medicación como privilegiado en ciertas patologías. Pero consideramos que en este caso se atribuye a un déficit neurológico no comprobable problemas muy diferentes.
Hay consenso en la comunidad científica que lo que se denomina ADD/ADHD refleja situaciones complejas, ligadas a diferentes patologías. Sin embargo, esto suele no ser tomado en cuenta.
Pensamos entonces que se agrupan con ese nombre múltiples expresiones del sufrimiento infantil que merecen ser consideradas en su singularidad y tratadas teniendo en cuenta su multideterminación.
Es decir, la diferencia se da entre pensar que: a) una manifestación implica un cuadro psicopatológico y una causa orgánica y que de ahí se deriva un tratamiento o que: b) una manifestación puede ser efecto de múltiples y complejas causas y que hay que descubrir cuáles son y por consiguiente, cuál es el tratamiento más adecuado.
También, hay oposición entre la idea de que el diagnóstico puede ser hecho por padres y/o maestros, a partir de cuestionarios (como si fueran observadores no implicados) y el sostener que todo observador está comprometido en lo que observa, forma parte de la observación y que los padres y los maestros están absolutamente implicados en la problemática del niño, por lo que no pueden ser nunca "objetivos". (Ya a comienzos del siglo XX el físico Heisenberg planteó que el observador forma parte del sistema). A la vez el cuestionario utilizado habitualmente está cargado de términos vagos e imprecisos (por ejemplo, lo que es “inquieto” para alguien puede no serlo para otro). Esto último lleva a pensar que es imposible realizar un diagnóstico de un modo rápido y sin tener en cuenta la producción del niño en las entrevistas.
Desde nuestra perspectiva, nos encontramos con un niño que sufre, que presenta dificultades, que esas dificultades obstaculizan el aprendizaje y que debemos investigar lo que le ocurre para poder ayudarlo.
Es importante también destacar que muchas veces lo que se considera no es tanto este sufrimiento sino la perturbación que la conducta del niño causa en el medio ambiente, por lo cual la medicación funciona como un intento de aplacar a un niño que se "porta mal".
Aún cuando los medios científicos hablan de las contraindicaciones de las diferentes medicaciones que se utilizan en estos casos, llama la atención la insistencia con la que los medios propagandizan el consumo de medicación como indicación terapéutica privilegiada frente a la aparición de estas manifestaciones.
Todas las drogas que se utilizan en el tratamiento de los niños que presentan dificultades para concentrarse o que se mueven más de lo que el medio tolera, tienen contraindicaciones y efectos secundarios importantes, como el incremento de la sintomatología en el caso de los niños psicóticos, así como consecuencias tales como retardo del crecimiento.
En diferentes trabajos, con respecto al metilfenidato, se plantea que:
- No se puede administrar a niños menores de seis años.
- Se desaconseja en caso de niños con tics (Síndrome de Gilles de la Tourette).
- Es riesgoso en caso de niños psicóticos, porque incrementa la sintomatología.
- Deriva con el tiempo en retardo del crecimiento.
- Puede provocar insomnio y anorexia.
- Puede bajar el umbral convulsivo en pacientes con historia de convulsiones o con EEG anormal sin ataques.
Con respecto a las anfetaminas en general, éstas han sido prohibidas en algunos países (como en Canadá), además de ser conocida la potencialidad adictiva de las mismas.
Con respecto a la atomoxetina, se ha llegado a la conclusión de que produce (en forma estadísticamente significativa):
- Aumento de la frecuencia cardíaca
- Pérdida de peso, pudiendo derivar en retardo del crecimiento
- Síndromes gripales.
- No hay seguimiento a largo plazo.
También nos preguntamos, ¿la medicación dada para producir efectos de modo inmediato (efectos que se dan en forma mágica, sin elaboración por parte del sujeto), como necesaria durante largo tiempo, no desencadena adicción psíquica al ubicar una pastilla como modificadora de actitudes vitales, como generadora de un "buen desempeño"?.
Frente al avance de la difusión de este "síndrome" y la posibilidad de inclusión de la medicación en el PMO, teniendo en cuenta todo lo anteriormente expresado, los abajo firmantes, proponemos:
- Que la evaluación de cada niño sea realizada por profesionales expertos en la temática y que se le otorgue la posibilidad de ser tratado de acuerdo a las dificultades específicas que presenta.
- Que la medicación sea el recurso último (y no el primero) y que sea consensuada por diferentes profesionales.
- Que se tome en cuenta el contexto del niño en la evaluación. La familia, pero también el grupo social al que el niño pertenece y la sociedad en su conjunto, pueden facilitar o favorecer funcionamientos disruptivos, dificultades para concentrarse o un despliegue motriz sin metas.
- Que se acote en los medios la difusión masiva de la existencia del trastorno por déficit atencional (cuando es un trastorno sobre el que no hay acuerdo entre los profesionales) y, sobre todo, el consumo de la medicación como solución mágica frente a las dificultades escolares.

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Fonte: Epsiba

terça-feira, 28 de agosto de 2007

O manual DSM é criticado por suas ligações com as empresas farmacêuticas (Português)

Recently, the important newspaper news like The New York Times, the USA Today and The Wall Street Journal published articles denouncing the fact that the psychiatrists who decide what “mental diseases” are including in the Manual Diagnosis and Statistical of the Mental Upheavals (DSM by its abbreviations in English), published by Asociación American Psiquiátrica (APA), they have nexuses with compa�ías that manufacture psicofármacos for “treating” these upheavals. Conditions that “vow in existence” The DSM has grown of only 119 conducts in 1968 to 886 in their last edition and includes so ample categories that anyone can be diagnosed of “mentally ill.” Unlike other medical diseases, there is objective test of no chemistry or no biological cause of no upheaval of the DSM. However, thousands of million dollars in psychiatric drugs are prescribed for “treating” these conditions every year - conditions that include/understand symptoms that siquiatras, literally, vote to include them in the DSM. Pharmaceutical the DSM-compa�ía nexus It can seem difficult to think how it is that as much psicotrópico (drug that alters the mind) it can be prescribed to treat conditions that physically does not exist - until which one notices that the same people that she defines “upheavals” have financial nexuses with compa�ías phamacists. A published study east April of 2006 in Psychotherapy and Psychosomatics revealed the incestuosa relation between the pharmaceutical industry and the DSM. Lisa Cosgrove, sicóloga of the University of Massachussets, and Sheldon Krimsky, professor in the Tufts University, made a titled study “Financial Nexuses between the Members of the Panel of the DSM-IV and the Pharmaceutical Industry.” The study revealed that more than half of the 170 members of the panel responsible for the DSM they had hidden financial nexuses with the industry. More alarming still it is than the 100 percent of the “experts” of the honeycombs on the heading of upheavals of the personality of the DSM was involved with the allowed drug industry. The “upheavals of the personality”, that include the “depression”, “the bipolar” upheaval and to the “schizophrenia” are dealt with the greatest drug sale of the world: in 2004 the sales promoted to $20,3 billion dollars for antidepressants and $14,4 billion for the neurolépticos calls. The study also showed that in 2003 the industry gave $7,5 million him to the magazine of the APA in publicity, increasing to that amount 22% in a year up to $9,1 million. Cosgrove doctor said that the public “is unconscious of what so flagrant it is the financial nexus in the field of siquiatría” towards the industry. Siquiátrica pharmaceutical FDA-cabala The public is not conscious either of the nexuses between the Administration of Foods and Medicines (FDA in its abbreviations in English) with the industry. The famous group of “thinking tanks” of called Washington Public Citizen made a subsequent study that determined that the consulting committee of members of the FDA also had nexuses with the industry. This causes that the results of Cosgrove doctor are still more worrisome since, as it asserts, the FDA “will not approve a psicofármaco to deal with mental disease to less than the condition exists in the DSM. Compa�ías of psicofármacos can thus sell them to the consumers”. Tests of blood for invented conditions do not exist In the interviews of mass media, Cosgrove doctor confirmed that CCHR and others have been declaring per decades that “do not exist blood tests on the upheavals of the DSM. These are based on judgments of medical instructors who, as well, are based on that manual.” Critics to the DSM in another study in the magazine Public Library became of Science, published by a civil association, that accused the industry of “dealer of diseases”, invented diseases such as “syndrome of the anxious legs,” “upheaval of social anxiety” and “depressing premenstrual Upheaval.” Dr Lisa Cosgrove, University of Massachusetts, Boston CCHR denounces the destructiveness of the interests created in the DSM and the industry; and it asks to him the governments whom no legislation, it demonstrates in the cuts or of any other legal process one is based on the DSM.

terça-feira, 21 de agosto de 2007

Jovens utilizam Ritalin em boates (Portuguese)

A Ritalina(Metilfenidato), por agir de forma similar à cocaína, já faz parte do rol de drogas disponíveis e consumidas por adolescentes, na busca de prazer em festas e baladas.
É revoltante pensar que a mesma droga vem sendo consumida por milhões de crianças em todo o mundo, simplesmente para que fiquem quietas e obedientes na escola.
Já estamos colhendo os resultados disso, através da violência nas escolas, dos suicídios entre adolescentes, do vício em todos os tipos de drogas, nos conflitos familiares e sociais, etc.
Leiam partes dessas matérias:
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Na noite, tarja preta vira estimulante
Jovens usam como droga um medicamento controlado contra transtorno de déficit de atenção e hiperatividade
Sexta-feira, 23 horas, Alex*, de 18 anos, e cinco amigos da mesma idade se encontram no condomínio onde moram, no Morumbi, para ir a uma danceteria na Vila Olímpia.

Calça jeans, camisa, boné e cartão de crédito, eles vão parar também em uma loja de conveniência para comprar bebidas. Antes, Alex tira uma cartela do bolso e dá três comprimidos para cada um: "Já tomei até seis desses com álcool. Fiquei superligado."
A cartela contém metilfenidato, um psicoestimulante tarja preta, vendido com receita especial, indicado principalmente para tratamento de transtorno de déficit de atenção e hiperatividade (TDAH). Justamente por isso, e pelo valor do produto, de R$ 180 a R$ 240, em média, eles lançam mão de várias maneiras para adquiri-lo. Até parece a descrição de alguém que compra drogas ilegais.


"Cada vez é de um jeito. Meu primo toma porque precisa, e, às vezes, pego dele. Ou compro pela internet. Tem ainda quem tem pai médico e consegue escondido", diz. Tomo para sair, antes da balada. Um comprimido ou dois antes. Depois que passa o efeito, bebo alguma coisa e tomo outro", diz a artista plástica Livia*, de 30 anos. Ela diz conhecer quem compre o metilfenidato como se fosse droga (ecstasy ou ácido), ou seja, de maneira ilegal. No seu caso, tem amigos médicos. "Peço e me dão; mesmo sabendo que não é muito correto, eu tomo."


"Temos acompanhado esse uso sem necessidade. Infelizmente isso está acontecendo", diz a psiquiatra Cláudia Szobot, da Universidade Federal do Rio Grande do Sul (UFRGS).
* Nomes fictícios
Simone Iwasso
Jornal Estado de São Paulo
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Na internet, jovens trocam várias dicas sobre remédio


Uma rápida navegada pela internet é suficiente para ter dimensão do fácil acesso que adolescentes têm aos medicamentos que deveriam ser vendidos apenas com receita médica.


Não faltam dicas de como tomá-los, potencializar seus efeitos, disfarçar o uso diante dos pais e, inclusive, comprá-los pela própria rede - grande parte dessas ofertas é de produtos contrabandeados ou falsificados. Fóruns de discussões, salas de bate-papo e o site de relacionamentos Orkut são as fontes mais férteis em informações desse tipo.


"Adoro Ritalina", "Você também quer Ritalina", "Não sou TDAH, mas gosto de Ritalina" são alguns dos tópicos encontrados na internet na semana passada, em bate-papos, blogs e fotologs de adolescentes.

Numa sala de discussão, uma mensagem de uma menina de 15 anos, identificada como Alice, dizia:


"Estou pensando em tomar metilfenidato, o que vocês acham? Alguém já tomou e deu barato? Uma amiga do colégio toma. " Em cerca de meia hora, pelo menos dez respostas apareceram, todas de jovens. Apenas uma delas aconselhava a garota a não tomar o medicamento sem orientação médica, porque dizia que conhecia quem tomou e passou mal.

Luciana Garbin e Simone Iwasso
Joral Estado de São Paulo
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sexta-feira, 17 de agosto de 2007

As investidas do fabricante da Ritalina pelo mundo (Portuguese )

Na India


Milhões de pobres nos países em desenvolvimento estão morrendo porque não podem pagar pelos medicamentos que tão desesperadamente precisam.


Os países ricos, especialmente Estados Unidos, pressionam os países em desenvolvimento para que aceitem regras mais restritas sobre propriedade intelectual, que permitam às empresas farmacêuticas preservar seus monopólios. Isso reduz a competitividade dos medicamentos genéricos e mantém os preços muito altos.









Nova Délhi, 7 ago (EFE).- A organização Médicos sem Fronteiras (MSF) celebrou hoje a decisão de um tribunal indiano contra a farmacêutica suíça Novartis, porque "coloca um fim ao assédio" das multinacionais à produção de genéricos na Índia.




Em 2005, várias associações de vítimas de câncer na Índia utilizaram as leis nacionais de propriedade intelectual para freiar a tentativa da companhia suíça Novartis de patentear seu remédio (Glivec), contra câncer



Esta ação permitiu às empresas indianas seguir produzindo um medicamento genérico que custa 2.700 dólares por paciente/ano, enquanto a versão da Novartis fica em torno de 27.000 dólares por paciente/ano.



Ainda assim, Novartis apelou recentemente da decisão dos tribunais,desafiando o direito da Índia a interpretar os acordos TRIPS para proteger sua saúde pública.



Se a Novartis triunfar em seu empenho, poderia colocar em perigo a indústria de genéricos daquele país. Índia é o maior exportador de medicamentos genéricos do mundo, sendo que 67% são vendidos a países em desenvolvimento.









No Brasil


Bioamazonia, Novartis e o Brasil


A biodiversidade da Amazônia é um patrimônio do país e de suas gerações futuras. Todavia o valor desta biodiversidade não pode ser preservado pois será, como vem sendo, objeto da biopirataria. É ingênuo pensar que descoberta uma aplicação de um produto da Amazônia nós garantiremos um mercado de matéria prima.



As seringueiras foram levadas. Os produtos mais sofisticados, descobertos pela pesquisa biotecnológica não serão produzidos a partir dela. O exemplo típico é o do catopril, droga de venda milionária, derivada do veneno da nossa Bothrops. O produto eficaz é um derivado sintético, que passamos a importar em larga escala.



Leigos e parte da comunidade científica consideram que a melhor fonte de produtos serão as plantas que índios identificaram (apesar de todos os seus poderosos "remédios" vivem em media menos de 30 anos, sem a medicina moderna, o mesmo que o homem de Neanderthal). Tenho insistido de que a biodiversidade de maior valor são os microorganismos.



Levados num pequeno tubo, o seu novo dono o reproduzirá em fermentadores de milhares de litros para obter produtos e usando seu genoma, produzirá mutantes centena de vezes mais eficazes (o que ocorreu com o bolor que produz penicilina). Só podemos defender alguns, descobrindo o que produzem e qual o uso destas moléculas.



Estive envolvido com a primeira tentativa de montar um centro de biotecnologia em Manaus, que como sempre acabou lamentavelmente num esqueleto- como se prédio fosse o fator limitante, quando a Diretoria deste Centro teve sua reunião invadida pelo Dr. F. Lovejoy, Sub-Secretário do Interior dos EUA, que tentou nos persuadir a não realizar pesquisas biotecnológicas.



Deveriamos, como a Costa Rica, investir em classificar nossas plantas, repetindo Martius no século passado, dando nomes a plantas que seriam levadas para o exterior. Biodiversão para os sistematas substuituiria a Biotecnologia!



Uma nova tentativa surgiu com o ProBem, que envolveu-se desde o inicio com dois importantes professores de Universidades Norte Americanas, defensores do projeto Costa Rica e que vieram vender a mesma idéia. Vencemos por algum tempo, mas ela surge de novo.



ProBem (agora denominada BioAmazonia) foi constituiída com o proposto de desenvolver pesquisa científica na Amazônia, em colaboração com Universidades e Institutos de Pesquisa Brasileiros, criando tecnologia que seria implantada na região Amazônica, gerando empregos e divisas.



Lançou com a presença do vice-presidente Marco Maciel uma nova construção em Manaus, pagando passagens e estadias (inclusive a minha). Alardeou que dispunha de US$ 12 bilhões, o que talvez explique sua instalação na luxuosa Avenida Berrini, em SP, acha razoável isolar, caracterizar e vender cepas de nossas bactérias a 100 FF (cerca de R$ 100,00) ató o limite máximo de R$ 1 milhão, cifra inferior ao custo de manter o escritório em SP.



A BioAmazônia assina acordo onde a Novartis tem direito exclusivo de requerer e manter a proteção de patente, para fazer, produzir, usar e vender Compostos Diretos e Compostos Derivados no Território (que o contrato define como Mundo!).



Para isto oferece, e a BioAmazônia aceita 500 mil francos suiços (1 FS é aproximadamente 1 real), quando a Novartis declarar que está fazendo um estudo clínico com um produto derivado da biodiversidade brasileira e mais 2.250.000 FS até o lançamento do produto.



No meio do tempo a Novartis nos ensinará a ser seus técnicos, colhendo microorganismos, fermentando e analizando a presença de produtos interessantes. Depois teríamos a importante função de mandar os extratos e os compostos isolados e finalmente mandar as cepas. Por apenas 100 FS por cepa, a BioAmazônia terá que montar uma máquina para mandar 10 mil culturas para a Novartis!



Sem qualquer autoridade a BioAmazônia concederá à Novartis, se legalmente possível, o direito de acesso e uso exclusivos por dois anos (prorrogáveis) no Território e para a Área. Durante este período terá acesso e uso exclusivos... que neste ato concede à Novartis a licença perpétua e exclusiva, com direitos de conceder sub licenças, para produzir, usar e vender produtos contendo o composto original ou compostos derivados....e quaisquer direitos de patentes ou know-how relevantes.



É óbvio que os Compostos Originais que deverão ser propriedade conjunta da BioAmazônia e Novartis não serão os produtos comercializados (como não é a penicilina, matéria prima de preco vil, que é modificada para melhor atividade). A Novartis deverá ter o direito exclusivo de obter proteção de patentes em respeito a qualquer tal invenção relativa a Compostos derivados.



Como a BioAmazônia descobrirá que um novo composto lançado pela Novartis tem origem num produto da biodiversidade brasileira? De que vale cepas originais das quais é possível modificar e mesmo transferir genes por clonagem (a BioAmazônia irá sequenciar cada cepa antes de transferí-la?). O que acontecerá com produtos que forem desenvolvidos depois dos 2 anos de vigência do contrato? (Usalmente leva 10 anos entre a descoberta de um composto e o seu uso). Não conseguiríamos sozinhos explorar rapidamente a imensa biodiversidade da Amazônia, convertendo descobertas de moléculas interessantes em produtos.



Todavia não queremos antecipadamente abrir mão delas. A comunidade científica nacional não tem o tamanho da Costa Rica.



Temos cientistas competentes em microbiologia básica, isolamento de substâncias, determinação de sua estrutura usando métodos modernos e produzir derivados, para testar a ação farmacológica e certamente suficiente população e condições para testes clínicos (que vem sendo feito em brasileiros para as grandes empresas do exterior).



Quanto mais próximo chegarmos a um produto, maior o valor do que temos a oferecer para uma parceria internacional. Ao invés estaríamos mandando nossos microorganismos, que seriam investigados no exterior sem criar empregos e contribuir para o desenvolvimento da competência científica e tecnológica do País.



Por menos de um salário mínimo, ao entregar uma cepa, jamais saberemos o que dela resultou e nada colheremos a não ser o de ser consumidores dos novos medicamentos, a preços que as empresas produtoras definirão. Pesquisa, tecnologia e indústria será mantida sempre do outro lado do mar.



Independentemente do mérito, fica a pergunta que fiz várias vezes em Brasília: quem tem autoridade de negociar pelo País? Quem lhe atribuiu uma parcela do território nacional com direitos às espécies nela existentes ? Poderá uma Organização Social usurpar um direito que deve ser do Governo: Executivo e Legislativo?



Nao é este a minha primeira iniciativa para colocar um limite no que se está fazendo com os recursos biológicos nacionais. Tentei protestar contra um contrato semelhante entre o Dr. Pais de Carvalho e a Glaxo, mas não logrei resultados.



Agora pretendo perseverar numa campanha que proteja os interesses futuros do País: recomendar ao Executivo (ou ao Legislativo) que faça uma moratória para definir uma política e exigir que acordos internacionais as cumpram.



Lamento que alguns pesquisadores sérios tenham sido envolvidos neste evento, esperando que ponderem as consequências deste acordo espúrio que transforma a Amazônia no quintal de empresas multinacionais, cujo país sede não dispoem outros de suas colonias e ex colonias na fronteira do Brasil, onde já exploram a floresta Amazônica.



Fonte: JCE-mail, 08junho2000. Nota do Editor: Isaias Raw é Presidente do Instituto Butatam de SP







Nos Estados Unidos



FDA acusa Novartis de mentir aos doentes sobre Exelon



A Food and Drug Administration (FDA), entidade norte-americana que regula o sector do medicamento, notificou a companhia farmacêutica suíça Novartis por causa de alegadas informações falsas sobre o Exelon (rivastigmina), o fármaco mais vendido no tratamento da doença de Alzheimer, que actualmente está disponível em mais de 70 países.



A FDA acusa a Novartis de proclamar para aquele medicamento maior índice de segurança do que aquele que foi efectivamente demonstrado.Numa nota datada do passado dia 8, mas que apenas foi publicada ontem, terça-feira, no site da FDA (http://www.fda.gov/), a entidade reguladora norte-americana tece duras acusações à Novartis, acusando claramente a empresa de mentir aos doentes, e pede que a verdade sobre a eficácia e os riscos inerentes à utilização daquele fármaco seja de imediato reposta, e que a publicidade que tem vindo a circular num folheto da marca seja interrompida, considerando que, “em termos de saúde pública, estas violações são fonte de preocupação” para os reguladores.



Em causa está a sugestão de que o Exelon é mais seguro e eficaz do que é na realidade, e o facto de, segundo a Food and Drug Administration, o uso do fármaco estar a ser estimulado pela companhia farmacêutica em condições diversas daquelas em que a sua eficácia foi demonstrada nos ensaios clínicos realizados.



A FDA estabelece como data-limite para uma resposta da empresa suíça o próximo dia 22.Entretanto, um porta-voz da Novartis já reagiu ao comunicado, referindo que a empresa está a analisar o seu conteúdo e deverá responder, como solicitado, no próximo dia 22. A mesma fonte asseverou que serão tomadas “as medidas necessárias para garantir que todos os materiais de promoção cumprem escrupulosamente as normas da FDA''.



”.De acordo com o que o farmacia.com.pt conseguiu apurar, o Exelon está disponível no mercado desde 1997 e actualmente é comercializado em mais de 70 países, no âmbito do tratamento de casos de demência moderada em pacientes com Alzheimer."



No nosso país foi introduzido em 1998 (com renovação em 2003), sendo titular da Autorização de Introdução no mercado a Novartis Europharm Limited, com sede no Reino Unido.Carla Teixeira
Publicado: quinta-feira, 16 de Agosto de 2007 - 08:00



sexta-feira, 10 de agosto de 2007

Hperatividade não é doença (Portuguese)


A hiperatividade é uma doença?


A Ritalina é um medicamento eficaz para tratá-la?


Não e não!


Hiperatividade não é uma doença.É um engodo perpetuado
por médicos que não têm a menor noção do que estaria
errado com essas crianças.



Para encontrar um tratamento eficaz e muitas vezes uma cura para a criança


"hiperativa" é necessário em primeiro lugar obter o diagnóstico correto.


O Dr. Vernon Coleman,conhecido autor de inúmeros livros sobre a preservação e recuperação da saúde escreve:



"Hoje recebi a carta de uma leitora cujo filho foi diagnosticado como sofrendo


de hiperatividade e a quem o médico havia receitado Ritalina. Infeliz com o


diagnóstico e ainda mais infeliz com a receita, a leitora decidiu experimentar


algo simples. Removeu todos os aditivos químicos da alimentação do filho. Em


menos de quinze dias, o comportamento dele havia mudado, o problema havia


desaparecido, todos os professores (que entusiasticamente apoiam a Ritalina)


haviam notado a mudança e telefonaram para a mãe para lhe dar os parabéns.


Quando a mãe lhes disse a verdade, simplesmente não acreditaram."


Doctor Vernon Coleman's Health Letters

Corantes e aditivos podem deixar as crianças agitadas (Portuguese)

No outono de 2002, foi publicado o primeiro estudo patrocinado pelo governo da Grã-Bretanha para encontrar a relação existente entre corantes e conservantes artificiais e problemas de comportamento.


Durante duas semanas, 277 crianças com três anos de idade beberam suco de fruta acrescido de 20 ml de corantes artificiais (E102, E110, E122, E124) e um conservante artificial (E211).

Em seguida as crianças tomaram suco de frutas sem colorantes e conservantes durante mais duas semanas. Os pais controlaram as crianças durante todo o mês e preencheram um questionário detalhado sobre o comportamento dos filhos. As respostas mostraram que:

Todos os corantes e o conservante artificiais aumentaram muito a hiperatividade;
a remoção das substâncias provocou uma melhora significativa do comportamento;

Todas as crianças se beneficiaram da remoção, não apenas aquelas que já apresentavam hiperatividade.
Corantes e condimentos artificiais não têm outro objetivo do que tornar alimentos — sem gosto e com aspecto pouco apetitoso — mais saborosos e atraentes, principalmente para crianças.

Esses alimentos geralmente não têm valor nutritivo, contêm muita gordura, sal ou açúcar e incluem sobremesas, doces, salgadinhos, milk-shakes, cereais matinais e diversas guloseimas. (Food Magazin, 1.11.02 / Greenhealthwatch, 2002 nº 23)



























quinta-feira, 9 de agosto de 2007

O mini exame mental (Portuguese)

É inacreditável , mas este exame tem servido para alguns psiquiátras e neurologistas como instrumento para atestar deficiência mental nas crianças.

MINI EXAME MENTAL
1. Orientação temporal (0-5): ANO – ESTAÇÃO - MÊS – DIA - DIA DA SEMANA
2. Orientação espacial (0-5): ESTADO – RUA - CIDADE - LOCAL - ANDAR
3. Registro (0-3): nomear: PENTE - RUA – CANETA
4. Cálculo- tirar 7 (0-5): 100-93-86-79-65
5. Evocação (0-3): três palavras anteriores: PENTE – RUA - CANETA
6. Linguagem 1 (0-2): nomear um RELÓGIO e uma CANETA
7. Linguagem 2 (0-1): repetir: NEM AQUI, NEM ALI, NEM LÁ
8. Linguagem 3 (0-3): siga o comando: Pegue o papel com a mão direita, dobre-o ao meio, coloque-o em cima da mesa.
9. Linguagem 4 (0-1): ler e obedecer: FECHE OS OLHOS
10. Linguagem 5 (0-1): escreva uma frase completa
11. Linguagem 6 (0-1): copiar o desenho.






































terça-feira, 7 de agosto de 2007

A Ritalina e a violencia nas escolas nas escolas (Portuguese)

Um coordenador de escola pública comentava orgulhoso: "A melhor coisa que inventaram foi a Ritalina. Depois que introduzimos a droga na escola, não tivemos mais problemas com as crianças que incomodavam os professores".

Infelizmente, muitos pais confiam seus filhos à criminosos como este, com um perfil sádico e bizarro.

Escolas que deveriam construir homens, estão destruindo com os mais importantes sentimentos humanos como amor, paixão, compaixão, culpa, medo, e com certeza gerando violência, pois não suportamos que nossos desejos e nossas emoções fiquem aprisionados, trancados ou drogados.

Ainda bem que no mundo inteiro movimentos contra essa realidade vem ocorrendo.
Leiam parte da matéria:
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O Conselho Educacional do Colorado, Denver-EUA, esta encorajando as escolas a contar com mais, e efetiva, disciplina em sala de aula - e menos medicações - para os garotos incontroláveis.

Esta ação lançou o estado na vanguarda de um intenso debate sobre o uso psicofármacos em crianças de idade escolar. A instrução foi estimulada pelas notícias de que estudantes pistoleiros em diferentes casos de tiroteios em escolas, estavam tomando drogas psiquiátricas - sendo a primeira vez que um organismo governamental registra oficialmente sua preocupação acerca do crescente número de prescrições deste tipo de drogas entre jovens norte-americanos.

Para os membros da diretoria e seus apoiadores, o documento de uma página representa uma mudança de atitude em relação a drogas como Ritalina, Prozac e Luvox - além de uma clara contrariedade em colocar as escolas na posição de influenciar os pais a medicarem filhos difíceis de controlar.

Influenciados pelos tiroteios em escolas.
Eles também reconhecem que o recente dilúvio de tiroteios em escolas influênciou a decisão. Um dos assassinos da Escola Secundária Colombina estava tomando Luvox, e os estudantes atiradores de Springfield, Ore., Jonesboro, Ark., Pearl, Miss., Paducah, Ky., and Conyers, Ga., disseram estar tomando esta ou outras dorgas similares.

“As pessoas estão inquietas sobre isso,” diz William Moloney, membro do conselho estadual de educação. “Nós não sabemos se há uma ligação entre os casos de violência em escolas. Mas estamos dando um passo radical para que alguém se interesse em examinar melhor isso."

Prescrições para doenças que ainda não se teve?
Tais medicações tem se tornado parte da vida diária para cerca de 6 milhões de crianças em escolas americanas. Na maior parte das vezes, as drogas são administradas quando a criança tem diagnosticada Deficiência de Atenção por Distúrbio de Hiperatividade (DADH).

Bebês também?
Enquanto isso, um estudo recente na Universidade Estadual de Michigan, em East Lansing, revelou que Ritalina e Prozac estavam sendo prescritos juntos para crianças entre 1 a 3 anos. E um estudo em Nova York descobriu-se que crianças negras tem probabilidade 11 vezes maior de serem medicadas do que crianças em idade escolar em geral.

"Os educadores vêem a Ritalina como algo que fará suas vidas mais fáceis, ao invés de introduzirem mudanças em suas classes" diz um pai de aluno do Colorado, que pediu para não ser identificado.
"O problema é que a droga rouba dessas crianças sua personalidade. Eles se tornam como robôs pequenos e quietos."

Em uma audiência organizada pelo republicano Penn Pfiffner, eles ouviram o testemunho do psiquiatra Peter Breggin, autor do livro "Toxic Psychiatry" (a psiquiatria dos tóxicos). Ele testificou que drogas como o Luvox e a Ritalina produzem comportamento violento em cerca de 4% dos usuários.

"Se nós vamos gastar os próximos 6 meses discutindo modos de prevenir a violência, como instalar detectores de metais nas escolas, e formos negligentes com o que poderia ser a causa subjacente, então nos teremos sido irresponsáveis," disse Mr. Pfiffner.

(By Jillian Lloyd The Christian Science Monitor)

Alerta: 51 muertes en un año (Spanish)



Publicamos la traducción de este interesante artículo escrito por Sarah Boseley para el Diario The Guardian bajo el título original “Advertencia de ataques cardíacos causados por Ritalin solicitada con urgencia tras 51 muertes en EEUU”.Aviso: Ritalin se comercializa en España bajo el nombre de Rubifen.
Expertos de EEUU recomendaron ayer que Ritalin, un fármaco extensamente recetado para calmar a niños hiperactivos en el Reino Unido, debería llevar el nivel más alto de advertencia de que puede aumentar el riesgo de muerte por ataques cardíacos.
Desde 1999, sólo en los EEUU, ha habido al menos 51 muertes entre niños y adultos que se medican para el Trastorno del Déficit de Atención e Hiperactividad (TDAH). Ayer las autoridades reguladoras del Reino Unido, Agencia Reguladora de Medicamentos y Productos para el Cuidado de la Salud (MHRA), dijeron que nueve niños habían muerto en ese país, de entre una minoria que se esta medicando. Declinaron revelar las edades de los niños debido a la posibilidad de identificción.
En los EEUU, los doctores recetan a niños 2 millones de fármacos para el TDAH cada mes y 1 millón a adultos. En el Reino Unido, nadie sabe cuanta gente está en estos fármacos, que están autorizados para niños tan jóvenes como seis años - aunque hay informes de que se les ha dado a niños de tan solo tres años de edad. El año pasado se escribieron un total de 361.832 recetas para Ritalin y otros fármacos del tipo methylphenidate, lo que supone un promedio de 30.153 al mes.
La causa de muerte de dos de los nueve niños que murieron en el Reino Unido estaba expresamente relacionada con el corazón: uno tenía un ataque cardíaco y un segundo un corazón agrandado. Uno fue registrado como “muerte repentina”. Uno murió de una hemorragia cerebral, otro de un hinchazón del cerebro, dos se suicidaron y el último murió del síndrome de angustia respiratoria neonatal (probablemente, la madre estaba consumiendo los fármacos).
La recomendación de un panel consultivo de la Sanidad de los EEUU (FDA) de poner una advertencia negra - la más seria posible - en las cajas de todos los fármacos para el TDAH en los EEUU, será probablemente aceptada. La presión aumentará ahora en las autoridades británicas para que adviertan públicamente sobre este riesgo.
Hay una preocupación creciente sobre el aumento de la cantidad de niños a los que se les está poniendo en fármacos. Esta clase de fármacos, conocidos como methylphenidates, están basados en anfetamina y se cree que podrían causar problemas de corazón en algunos niños y adultos al aumentar la presión arterial. Ya existe una advertencia en el fármaco más extensamente usado en los EEUU, el Adderall, que no está aprobado en el Reino Unido.
Los consejeros de la FDA dijeron que no era seguro que los fármacos contribuyeran a las 51 muertes. “Los datos sólo lo sugieren, en este punto, pero debido a la gravedad de efectos secundarios como muerte repentina, los médicos tienen que ser claramente conscientes de esta preocupación,” dijo el doctor Peter Gross, presidente del panel y cabeza de medicina interna del Centro Médico de la Universidad Hackensack de Nueva Jersey. Un miembro del panel expresó claramente que esperaba que la advertencia pudiera disminuir el altísimo ritmo de aumento de recetas de estos fármacos a niños que no están atentos o se portan mal en la escuela. “Quiero conseguir que las manos de la gente tiemblen un poco antes de que escriban esa receta” dijo Steven Nissen, un miembro de panel y cardiólogo de la Clínica de Cleveland.
En mis tiempos, cuando los niños no estábamos atentos o nos portábamos mal nos regañaban o nos castigaban. Hoy te ponen en peligrosas drogas adictivas que te pueden llegar a matar.
Dave Woodhouse, psicólogo y director de la Clínica de Cactus, adjunta a la Universidad de Teesside, la cual ofrece a los padres una alternativa a los fármacos en forma de asesoramiento y orientación nutricional, dijo: “Uno de los principales problemas es el hecho que que en el caso de muchos de los niños a quienes se recetó Ritalin, no sabes si tienen ya una condición cardíaca o no.”
Hay tres fármacos de methylphenidate aprobados en el Reino Unido - Ritalin, el más vendido, Concerta y Equasym. El MHRA dijo que hubo 521 informes de sospecha de reacciones adversas al fármaco, la mayor parte de ellos en los últimos cinco años, que es cuando más niños han sido puestos en ellos. Añadió que es reconocido el hecho de que el methylphenidate “causa efectos cardiovasculares adversos” tales como un ritmo cardíaco acelerado o anormal, palpitaciones y tensión arterial más alta.Un artículo de NANCY KEATES - THE WALL STREET JOURNAL
La desilusión ante los antidepresivos está motivando una búsqueda de tratamientos alternativos para combatir los problemas mentales.
Desde las lobotomías hasta los primeros antidepresivos que causaban hemorragias cerebrales, el historial de los tratamientos para las enfermedades mentales ha sido complejo y volátil. Ahora, motivadas por el creciente desencanto con los fármacos, cada vez más personas buscan terapias para la depresión, la ansiedad y los trastornos alimenticios en doctores que practican la medicina natural, acupunturistas e incluso quiroprácticos. Al mismo tiempo, los psiquiatras tradicionales están incorporando masajes y meditación a sus prácticas.
Entre los tratamientos en boga están las Técnicas de Libertad Emocional (que trabajan en los “meridianos de energía” del cuerpo mientras el paciente piensa en incidentes perturbadores) y la terapia “craneosacral” (que implica un mecer suavemente de la cabeza, el cuello, la columna y la pelvis). El personal médico también receta suplementos como los ácidos grasos omega-3, que se encuentran en el aceite de pescado, o aminoácidos como la L-teanina, que se encuentra en el té verde.
Sarah Spring estaba viendo a un psiquiatra y tomó antidepresivos durante cuatro años para resolver un trauma de la infancia, pero sentía que no mejoraba. De modo que acudió a un médico naturista formado en terapia holística y otras terapias alternativascomo la medicina herbal.
Después de dos semanas de Técnicas de Libertad Emocional, esta gerente de marketing dice que ya no siente que se asfixia o que se le acelera el corazón como antes.
Para dar abasto con el creciente interés de los profesionales, el Departamento de Estudios Continuados de la Universidad de Harvard aumentará de una a tres las clases de medicina alternativa y complementaria en el campo psiquiátrico.
David Mischoulon, profesor de psiquiatría de Harvard, dice que los médicos que han tomado las clases reportan que cada vez más pacientes piden terapias alternativas, debido a que sienten que los antidepresivos no surten efecto o que tienen efectos secundarios desagradables.
Aun así, no existen pruebas de que estos métodos funcionen para tratar enfermedades mentales. Un estudio reciente encontró que las Técnicas de Libertad Emocional no eran más efectivas que un placebo en el tratamiento de trastornos mentales, mientras que la evidencia es limitada para la acupuntura y el aceite de pescado (que, se cree, reduce algunos tipos de depresión).
Y los médicos tradicionales temen que las técnicas alternativas puedan hacer que los pacientes dejen demasiado pronto sus tratamientos clínicos
Philip Muskin, jefe de consultas psiquiátricas del Centro Médico Columbia-Presbyterian en Nueva York, cree que técnicas como el yoga, la herboterapia o la acupuntura hacen que las personas se sientan bien psicológicamente. Pero agrega que los llamados médicos alternativos no tienen el entrenamiento adecuado para diagnosticar o tratar trastornos mentales severos.
Algunos críticos dicen que el creciente interés en la medicina alternativa es, de alguna forma, un paso atrás. A medida que la gente se frustra por la falta de efectividad de los tratamientos con medicamentos tradicionales, muchos se inclinan más hacia las terapias milenarias, sin importar si han sido probadas rigurosamente.
El tratamiento de la depresión es “una sucesión constante de teorías que son puestas de moda y en general representan muy poco progreso”, dice John Horgan, director del Centro para Redacción Científica en el Instituto de Tecnología Stevens en Nueva Jersey.
Para ajustarse al creciente interés público por las técnicas libres de químicos, varias clínicas de psiquiatría están adoptando las terapias alternativas.
El Centro de Salud Mental de Greater Manchester, en New Hampshire, por ejemplo, ahora mezcla la psiquiatría tradicional con tratamientos naturales para pacientes en estado grave. “Es un abordaje más eficicaz”, dice el psiquiatra Ronald Parks.
Publicado em CCDH -Entradas del tema ‘Drogas psiquiátricas’

segunda-feira, 6 de agosto de 2007

Ritalina pode causar dependência química?

O desconhecimento de como essa droga age no organismo de milhões de crianças e a tentativa desesperada de justificar sua prescrição para o tratamento de uma doença que não existe (TDAH), leva "especialistas" no assunto a terem pontos de vista estereotipados quanto a dependência:

"Falar que o medicamento causa dependência é um mito. O não-uso é que pode aumentar os transtornos. Há estudos bem consistentes mostrando que [o metilfenidato] pode ser um fator de proteção a abuso de drogas no futuro", (Fábio Barbirato, médico chefe da psiquiatria infantil da Santa Casa do Rio de Janeiro"). Folha de São Paulo 16.01.06 - Diagnóstico errado leva a excesso de remédio.
"O metilfenidato é uma droga similar à anfetamina. Se não criasse dependência, o Ministério da Saúde não exigiria retenção da receita.(Francisco Batista Assumpção, coordenador do departamento de infância da Associação Brasileira de Psiquiatria).Folha de São Paulo 16.01.06 - Diagnóstico errado leva a excesso de remédio.

País vive febre da "droga da obediência" (Portuguese)

A Folha de São Paulo no dia 16.01.06 publicou uma matéria Intitulada " País vive febre da droga da obediência", alertando sobre o que vem ocorrendo com o consumo de Metifenidato, aqui no Brasil vendido com o nome comercial de Ritalina. Essa droga é popularmente conhecida dentro do ambiente escolar como a "droga da obediência" por deixar as crianças letárgicas. Alternativa fácil e perversa para controlar crianças sem limites, e, que incomodam alguns professores.


Essa matéria foi muito importante porque expõe a fragilidade, a inconsistência,a falta de elementos e a falta de evidências sobre a existência do dito "TDAH", por isso, vem gerando dúvidas graves entre os especialistas sobre os diagnósticos realizados.

Reproduzo a seguir, parte da matéria que considero importante :

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Venda de remédios para déficit de atenção e hiperatividade cresce 940% em quatro anos; uso é polêmico entre médicos
Nos últimos anos, uma explosão no uso das "drogas da obediência" vem ocorrendo no Brasil. Indicadas para crianças com hiperatividade ou déficit de atenção, esses medicamentos vêm causando polêmica e dividindo especialistas. Há quem veja um excesso de prescrições.

Em apenas quatro anos, a venda dos medicamentos aumentou 940%. Em 2000, foram vendidas 71 mil caixas. Em 2004, 739 mil. Os dados são do Instituto Brasileiro de Defesa dos Usuários de Medicamentos, levantados com base no ""IMS-PMB" -publicação suíça que contabiliza dados do mercado farmacêutico mundial.

Os números são confirmados pela Agência Nacional de Vigilância Sanitária, a Anvisa, que controla as vendas, já que o remédio exige receita. Segundo a agência, o número de caixas vendidas entre 2003 e 2004 cresceu 51%.
O crescimento nas vendas, no entanto, não é visto com bons olhos por todos.


Para o presidente da Associação Brasileira de Déficit de Atenção, Paulo Mattos, psiquiatra da UFRJ, ainda é um número pequeno. "O crescimento das vendas ocorreu porque o diagnóstico aumentou. Pais e professores estão mais informados e agora buscam ajuda."


Laís Valadares, do departamento científico da Sociedade Brasileira de Pediatria, discorda. "Está havendo excesso de diagnóstico e de medicação. Talvez pais e professores não estejam conseguindo colocar limites, e as crianças ficam hiperativas. O que não quer dizer que sejam TDAH", afirma.

Professora de pediatria da Unicamp, Maria Aparecida Moysés, co-autora de "Preconceitos no Cotidiano Escolar - Ensino e Medicalização", também condena a prescrição sem critérios. "É um absurdo". Esse processo de medicalização acaba sendo um alívio para pais e professores. É mais fácil lidar com um problema "médico" do que mudar o método de educação da criança.

Cuidado quando a escola diz que seu filho tem " Déficit de atenção e hiperatividade" (Portuguese)


Especialistas alertam para riscos de fármacos para hiperatividade

Washington, 10 fev (EFE).- Fármacos como o Ritalin (Ritalina na América Latina) que são usados para tratar o déficit de atenção, especialmente em crianças, deveriam levar um aviso de que apresentam risco de morte, concluiu um comitê dos EUA.

O comitê de analistas, que trabalha com a Administração de Fármacos e Alimentos (FDA, em inglês), concluiu que este uso é exagerado.Esses remédios, que estimulam o sistema nervoso, poderiam dobrar o risco de sofrer problemas cardíacos, o que é especialmente perigoso para os adultos, segundo alguns estudos.

Um relatório da FDA apresentado aos analistas antes de sua reunião de quinta-feira indica que 25 pessoas, a maioria crianças, morreram após ingerir os fármacos.

Paradoxalmente, trata-se de compostos que estimulam o sistema nervoso central, como o metilfenidato que contêm as marcas Ritalin, Concerta, Methlyn e Metadate, vendidas nos EUA; e a anfetamina que é a base do Adderall e Adderall RX, disponíveis com esse nome nas farmácias dos EUA e Canadá.
América Latina como ritalina.

Mas, além de milhões de usuários, os medicamentos também têm críticos.Um deles é Lawrence Smith, que perdeu seu filho Matthew aparentemente pelos efeitos colaterais de um destes fármacos, e que assumiu a bandeira contra seu uso em sua página de internet http://www.ritalindeath.com/.

Uma de suas lutas foi conseguir que o Congresso proibisse as escolas de obrigar as crianças com problemas para se concentrar a tomar as pílulas.Nos EUA, muitos distritos escolares decidem que alunos necessitam o remédio para não se transformar em uma distração em aula e ameaçam-nos de expulsão
A Câmara de Representantes aprovou em dezembro um projeto de lei para proibir este procedimento, que está agora no Senado.
UOL Ultimas notícias 10.02.2006

sábado, 4 de agosto de 2007

Drogando crianças saudáveis (Português)

Ao classificar milhões de crianças com "TDAH", estão criando uma geração de drogaditos. O fabricante de um dos estimulantes mais prescritos às crianças para o tratamento "TDAH", a Ritalina (Cloridrato de Metilfenidato), é contraditório, não sabe como ela age no organismo e admite ser uma uma droga que pode causar dependência.




Vejam o que diz a bula:

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O metilfenidato é um fraco estimulante do sistema nervoso central, com efeitos mais evidentes sobre as atividades mentais que nas ações motoras;

RITALINA pode causar diminuição de apetite e isso pode resultar em perda de peso ou atraso de crescimento (peso e altura), especialmente em crianças.

Podem ocorrer outras reações como dor de cabeça, sonolência, tontura, dificuldade na realização dos movimentos voluntários, alterações nos batimentos cardíacos, febre e reações alérgicas;

Indicações - Transtorno de déficit de atenção e hiperatividade (TDAH): direcionadas a crianças estáveis com uma síndrome comportamental caracterizada por distrabilidade moderada a grave, déficit de atenção, hiperatividade, labilidade emocional e impulsividade;

Contra-indicações - RITALINA é contra-indicado para pacientes com ansiedade, tensão, agitação;

RITALINA pode causar tonturas e problemas de concentração

RITALINA pode causar dependência;

Seu mecanismo de ação no homem ainda não foi completamente elucidado, mas acredita-se que seu efeito estimulante é devido a uma estimulação cortical e possivelmente a uma estimulação do sistema de excitação reticular.

O mecanismo pelo qual ele exerce seus efeitos psíquicos e comportamentais em crianças não está claramente estabelecido, nem há evidência conclusiva que demonstre como esses efeitos se relacionam com a condição do sistema nervoso central.

Os dados de segurança e eficácia a longo prazo sobre o uso de RITALINA não são completamente conhecidos. __________________________________________

Não há evidências, nem exames comprobatórios para o"Transtorno do Déficit de Atenção e Hiperatividade - TDAH", entretanto, recomendam um tratamento a base de uma droga perigosa, em que predominam expressões como: "acredita-se", "fraco estimulante", "não está claramente estabelecido", "não há evidências", "não há teste de diagnóstico específico", "seu mecanismo não foi claramente elucidado","não há evidência conclusiva", "pode causar dependência" etc.

Enquanto isso, uma geração de crianças saudáveis estão sendo transformadas em pacientes, cobaias da indústria de psicotrópicos, que através de um gigantesco aparato de markting, vende a imagem de ter a solução para o bons e maus comportamentos das crianças.